Caffeina è un’agenzia creativa indipendente nata nel 2012 che impiega oltre 230 professionisti tra Parma, Milano e Roma. Al suo interno integra sei agenzie verticali  (Strategy, Creativity, Media, Dynamo, Brand Advisory e Vocal), che spaziano dalla creatività ai podcast, dalla realizzazione di prodotti digitali fino alla definizione di nuove identità di marca.

Negli ultimi anni ha investito in modo strutturato sulle figure junior, costruendo un percorso dedicato: il Talent Camp.

Abbiamo parlato con Maria Chiara Pavarani (People and Culture Business Partner) e Valentino Riccitelli (Employer Branding and Talent Attraction Specialist) per capire come e perché Caffeina ha scelto di investire sui junior in modo così strutturato.

“In un momento storico in cui sulle figure junior si investe sempre meno, noi stiamo facendo il contrario: investiamo ancora di più sulle nuove generazioni, perché crediamo che — anche in ottica intelligenza artificiale — possano portare innovazione, disruption e un modo diverso di stare al passo con le nuove tecnologie.”

Valentino Riccitelli - Employer Branding and Talent Attraction Specialist

Che cos’è il Talent Camp

Il Talent Camp è un percorso di crescita strutturato che dura 42 mesi: 6 mesi di stage, 6 mesi di tempo determinato e 30 mesi di apprendistato.

Ogni due settimane ci sono sessioni di formazione, ciascun partecipante ha un mentor con cui si confronta almeno una volta a settimana e si lavora soprattutto in sede a Parma (con 1 giorno a settimana da remoto).

I passaggi da uno step all’altro non sono automatici ma dipendono da performance, fit culturale e sostenibilità economica.

Chi accede al Talent Camp

Al programma partecipano tutte le persone che entrano in stage, ma anche figure junior che entrano direttamente a tempo determinato o in apprendistato.

Le ricerche dei profili adatti sono cicliche e riguardano i diversi ambiti dell’agenzia.

Al momento ci sono circa 30 partecipanti al Talent Camp. Per attrarre talenti, Caffeina ha stretto anche delle partnership con alcune università e scuole creative in Italia.

Perché nasce il Talent Camp

Il Talent Camp nasce da due esigenze principali.

La prima è formativa: Caffeina si è accorta che alcune persone junior, anche forti nel proprio verticale, avevano poca visibilità su ciò che succedeva negli altri reparti dell’agenzia.

“Ci siamo accorti che con le figure junior il rischio era far crescere professionisti molto bravi sul proprio pezzo, ma poco consapevoli di come quel pezzo si collega al lavoro degli altri team.”

Maria Chiara Pavarani - People and Culture Business Partner

La seconda è culturale: riportare centralità sull’headquarter di Parma, il luogo in cui Caffeina è nata e dove si concentrano i founder e buona parte del management.

“Volevamo che le persone che iniziavano la loro carriera in Caffeina fossero a Parma, perché è qui che l’azienda è nata, ci sono i Founder e si percepiscono meglio i valori e lo spirito della nostra community.”

Maria Chiara Pavarani - People and Culture Business Partner

Perché partire con lo stage

Se l’obiettivo è investire sui giovani, perché non assumerli subito con un contratto più stabile?

Per Caffeina, la risposta sta nella sostenibilità (anche economica) del percorso e nella volontà di testarsi a vicenda. In Caffeina lo stage non garantisce un'assunzione automatica, ma è fondamentale soprattutto per capire se si è allineati sui valori e sugli obiettivi.

“La scelta di partire con stage di 6 mesi è una scelta di responsabilità. Ci si conosce prima reciprocamente. A differenza di altre realtà abbiamo preso la scelta di non avere stage più lunghi di sei mesi, per noi quella è la durata minima e massima per capire se vogliamo fare questo percorso insieme.”

Maria Chiara Pavarani - People and Culture Business Partner

Com'è costruito il Talent Camp

Caffeina ha costruito il Talent Camp su quattro elementi (e ognuno è stato pensato per rispondere ad un bisogno delle figure junior che si vuole attrarre):

1. Crescita economica

Il percorso viene presentato fin dall’inizio con una traiettoria, anche economica, chiara: stage, tempo determinato, apprendistato. Nei primi 6 mesi lo stage prevede un rimborso spese di 750 euro; nei 36 mesi successivi, la crescita salariale prevista va da 23k a 29k di RAL, con passaggi progressivi.

Sapere cosa può succedere dopo lo stage cambia il modo in cui una persona vive i primi mesi in azienda. Soprattutto nel mondo delle agenzie, dove spesso si tende a essere poco trasparenti con chi entra in stage. Caffeina ha scelto invece di chiarire subito tappe, condizioni economiche e possibilità di crescita.

“Nel mondo delle agenzie ci sono tante situazioni ambigue, molte volte ti viene detto ‘fai lo stage, poi dopo vedremo’. Noi invece abbiamo deciso di mantenere una linea molto più coerente e trasparente.”

Maria Chiara Pavarani - People and Culture Business Partner

2. Formazione

Ogni due settimane ci sono sessioni formative tenute da professionisti (interni o esterni) o dai founder stessi sui diversi verticali dell’agenzia. Alcuni esempi: come gestire il feedback, “client centricity” — cioè come mettere davvero il cliente al centro del lavoro — come sviluppare la creatività e tanto altro.

La persona junior in Caffeina continua a lavorare sui suoi progetti, ma ha momenti ricorrenti in cui acquisisce linguaggio, strumenti e contesto per capire meglio anche il lavoro degli altri team. L’idea è di offrire la formazione che potresti trovare in un master specializzante.

3. Mentorship

Ogni partecipante ha a disposizione due mentor diversi con cui confrontarsi ogni settimana:

  • Senior Mentor: figure senior che offrono una prospettiva più ampia su Caffeina, condividendo la propria esperienza all’interno dell’agenzia.

  • Mentor: professionisti che seguono i talenti in modo continuativo, con incontri settimanali 1-to-1 e supporto concreto su obiettivi, difficoltà e sviluppo durante tutto il programma.

I mentor devono avere almeno 3 anni di esperienza in Caffeina, si candidano internamente e fanno un confronto con People & Culture per potersi accreditare come mentor.

4. Campus e community

Il Talent Camp ha sede a Parma, dove si trova l’headquarter di Caffeina. L’idea è costruire un ambiente che sia anche un luogo di appartenenza.

Questo significa una bici per chi entra nel Talent Camp (per muoversi facilmente tra casa e lavoro ed eliminare i costi di trasporto), attività di gruppo, cinema interno una volta a settimana e momenti pensati per aiutare persone che arrivano da città diverse a creare una rete.

Una delle difficoltà principali di chi si sposta per lavoro è infatti costruire relazioni fuori dal lavoro: Caffeina prova a risolvere questo problema dentro il programma.

“Per chi si trasferisce per lavoro, una delle difficoltà più grandi è costruire una rete fuori dall’ufficio. Con il Talent Camp proviamo a fare in modo che quel gruppo esista già: non arrivi solo in una nuova azienda, entri in una community.”

Valentino Riccitelli - Employer Branding and Talent Attraction Specialist

Ci sono partner esterni?

Caffeina ha scelto anche alcuni partner esterni sulla base dei bisogni osservati nei profili junior.

“Siamo partiti dalle aree in cui vedevamo più gap nei profili junior e abbiamo costruito intorno a quelle il programma: l’obiettivo era dare struttura al percorso e accelerare la crescita su più fronti, non limitandosi ai verticali dell’agenzia.”

Valentino Riccitelli - Employer Branding and Talent Attraction Specialist

Alcuni partner che Caffeina ha scelto:

  • Preply, per un’ora di inglese a settimana, con l’obiettivo di arrivare al livello C1

  • Serenis, per lavorare su growth mindset, feedback e benessere lavorativo

  • Tereso, per la finanza personale

  • Professionisti scelti per lavorare su competenze, come time management e project management.

Perché investire su chi potrebbe non restare

La scelta è di fare una formazione di alto livello ad ogni partecipante del talent Camp. Il ragionamento è semplice: meglio investire su persone che potrebbero non restare, piuttosto che poi avere in agenzia persone non formate. Anche perché le persone che entrano oggi nel Talent Camp sono le persone che potrebbero guidare Caffeina tra 5 anni.

“Anche quando il percorso non prosegue, vogliamo che chi entra in Caffeina esca con un’esperienza positiva e una formazione solida. Vogliamo che ogni partecipante abbia i migliori strumenti per crescere.”

Maria Chiara Pavarani - People and Culture Business Partner

Questo cambia anche il modo di calcolare il ritorno dell’investimento, che non è solo il numero di persone assunte alla fine del percorso, ma anche il miglioramento della qualità del lavoro, la retention dei partecipanti e l'aumento dei referral verso il programma.

Come viene misurato il successo del programma

Per Caffeina, il Talent Camp avrà successo se chi partecipa oggi farà parte della leadership dell’agenzia tra 3-5 anni. Dato che è nato solo a novembre 2025, al momento si possono osservare solo alcuni segnali positivi.

Il primo segnale è la qualità del lavoro e la velocità con cui ogni junior è riuscito ad entrare su progetti importanti. Dal lancio del Talent Camp ci sono stati partecipanti che dopo solo 6 mesi sono stati impegnati su gare per brand di rilievo.

Il secondo segnale sono i referral. Chi vive bene l’esperienza diventa ambassador: racconta del Talent Camp ad amici o ex-colleghi in altre agenzie. Questo ha generato candidature e interesse spontaneo.

“Quando l’esperienza funziona, i junior diventano ambassador del programma: lo raccontano fuori dall’azienda e portano nuovi referral.”

Valentino Riccitelli - Employer Branding and Talent Attraction Specialist

Cosa si può imparare dal Talent Camp di Caffeina

Il Talent Camp di Caffeina offre spunti utili per tutte quelle aziende che assumono profili junior e si interrogano su come farli crescere meglio.

Un programma junior funziona meglio quando non forma solo sul ruolo. Se una persona impara solo il proprio verticale, crescerà più in fretta all’inizio, ma rischierà di capire poco del lavoro degli altri team. Dare contesto trasversale aiuta a creare profili più autonomi e più efficaci.

La sede può diventare uno strumento di cultura. Se un’azienda ha più uffici, scegliere dove far partire i junior non è neutro: portarli vicino ai founder, ai manager e ai luoghi in cui l’azienda è nata può accelerare l’assorbimento del modo di lavorare.

La trasparenza contrattuale e economica è parte dell’esperienza. Dire subito quali sono le possibilità e i vincoli cambia la qualità della relazione con i candidati, perché migliora il rapporto di fiducia con gli stessi.

Investire sui junior richiede accettare che non tutti forse resteranno. Ma se l’esperienza è solida, il ritorno non è solo retention: è qualità del lavoro, reputazione, referral ed employer branding.

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